Shadow Magic
Shadow Magic è il primo capitolo dell'avvincente e coinvolgente saga ideata da Joshua Khan. Si compone di tre libri: Shadow Magic, Dream Magic e Burning Magic, ma quanto vorrei che ci fosse anche un continuo della storia, data la grande maestria con cui sono stati scritti!
Questi libri raccontano delle avventure di Lilith Hecate Shadow, o semplicemente Lily, discendente dei Sei Principi cioè gli antichi fondatori delle sei Grandi Case della magia, i primi e più potenti maghi che il mondo abbia mai conosciuto.
Lily è l'erede al trono di Geenna, "Un Paese di foreste avvolte nella foschia e di montagne rocciose, dove non brilla mai il sole e i morti camminano". Ma governare un intero regno non è facile: Lily non può esercitare la magia dato che è una ragazza e l'antica legge non lo permette e senza magia Geenna, povera di risorse, è alla mercé delle altre Grandi Case.
Fortunatamente per la giovane sovrana, a spingerla a infrangere qualche regola c'è Thorn, un giovane scudiero, abile arciere e provetto cavalcatore di pipistrelli giganti.
E' grazie a lui che Lily inizierà a cimentarsi nell'arte della magia, lottando contro i pregiudizi del suo popolo e degli altri nobili, svelando gli intrighi di Castel Cupo, l'antica reggia della Casa Shadow e facendosi conoscere da tutti come la Regina Strega.
"Guardava in faccia ogni statua a cui passava accanto, fissandosela nella memoria. I geennesi onoravano i morti ricordandoli. Lei avrebbe fatto lo stesso per quella gente strana e abbandonata. Non aveva abbastanza gioielli da regalare a tutti, ma regalò a ognuno le sue lacrime luccicanti."
Questa è la frase che preferisco della saga di Shadow Magic: viene usata per chiudere il capitolo 34 del terzo volume, Burning Magic, quando durante un viaggio Lily, Thorn, K'leef e il loro seguito si inoltrano a Necropoli, una delle capitali dell'Antico Regno, anzi, del Regno del Principe Shadow.
E' proprio questo rispetto profondo per i morti dei geennesi che mi incuriosisce e mi riporta al Dia de los Muertos, la festa dei morti tipica della Hispanoamerica, e in particolare del Messico..
Ricordare i morti è fondamentale per la celebrazione del Dia de los Muertos: in questo giorno si entra in contatto con loro, è il momento di massima vicinanza tra morti e vivi.
Eppure nonostante ci sia la morte a separarli, è un giorno allegro, felice perché c'è la possibilità di rincontrarsi con i propri cari, seppur per mezzo dei ricordi, strumenti spesso sottovalutati e dimenticati.
In Shadow Magic, una delle feste più importanti celebrate è Halloween..
"Halloween era la notte in cui le barriere tra la terra dei vivi e quella dei morti si indebolivano. I morti sorgevano dalle tombe e si univano ai vivi. Si indossavano delle maschere perché nessuno potesse distinguere chi era vivo da chi non lo era""Le famiglie organizzano picnic a mezzanotte nei cimiteri e vi lasciano cibo e bevande così i morti sanno di non essere stati dimenticati"
E' quasi straordinaria la somiglianza che l'Halloween del libro sembra ha con il Dia de los Muertos: anche i messicani lasciano offerte ai morti per dar loro il benvenuto dopo il viaggio che li fa tornare.
E anche in Shadow Magic, il ricordo è fondamentale... Che anche questa sia una specie di magia?
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