La magia delle rune
Scrivere è una forma d'arte.
Gli scrittori sono degli artisti molto fantasiosi che mettono per iscritto le loro idee., creando così mondi magnifici, impressionanti, nei quali ognuno di noi può perdersi.
Come l'arte a volte è un mistero, anche la scrittura lo è: pensiamo a tutti quelli alfabeti dei popoli antichi, che con le loro complicate simbologie non sono ancora stati completamente tradotti.
Mi incuriosiscono soprattutto le rune nordiche: l'alfabeto usato dai vichinghi, chiamato anche Futhark.
La loro traduzione è "mistero o segreto" e secondo la tradizione nordica permettono la comprensione delle leggi universali.
Secondo la leggenda, Odino, il re degli dei vichinghi, restò appeso per nove giorni a testa in giù all'albero della vita, Yggdrasil, per raccogliere nove rune.
Il numero delle rune utilizzate variava da popolo a popolo: alcune volte erano 18, altre 24, secondo altri erano addirittura 28.
Ogni runa richiama diversi oggetti e assume più significati, anche opposti fra loro, che possono indicare cose concrete oppure valori astratti: energia, passione, forza d'animo, successo.
Tra tutte, la runa che più mi interessa e mi fa sognare è "Bianca", la runa del Fato: può significare seguire il proprio intuito, cercare serenità e pace, una pausa per riflettere o una mancanza di sintonia con il mondo circostante.
Tra i vichinghi era utilizzata come talismano e veniva associata alla credenza di avere il fato dalla propria parte e alla certezza che "tutto deve essere ancora fatto":. il futuro non è inciso su una pietra anzi è modellabile, il futuro è avvolto da un alone di mistero. Nulla è certo se non è ancora accaduto.
Secondo questa runa non ci si deve lasciar guidare dai pregiudizi o da assurde convinzioni ma dare nuove possibilità a noi stessi e agli altri.
E' la runa del cambiamento, invita a guardare al futuro con positività e, soprattutto, speranza.
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